Perché ho scelto il Giappone come meta del mio viaggio
Visitare il Giappone era un sogno che avevo da anni. Leggevo blog di viaggi, guardavo video e foto dell’isola nipponica e ogni volta mi ripetevo: “devo andarci!”
Così, per i miei 30 anni, ho deciso di regalarmi questo viaggio che si è trasformato in un’esperienza unica, tra templi antichi, città futuristiche e tradizioni millenarie.
Ciò che mi affascinava di più era il contrasto: la spiritualità dei templi, la convivenza armoniosa tra uomo e natura (Nara ne è l’esempio perfetto, con i cervi liberi nei parchi) e, allo stesso tempo, la vita frenetica delle grandi metropoli come Tokyo.


Lavorando full time, non potevo prendermi un mese intero di ferie: ho bisogno di staccare ogni tanto, quindi avevo già usato parte delle ferie prima di settembre. Ho quindi organizzato un viaggio in Giappone di 15 giorni, un tempo perfetto per farsi un’idea delle principali città e assaporare le specialità locali.
Le mie aspettative erano altissime — avevo sentito racconti di persone folgorate dal Giappone, che ci erano tornate anche cinque volte. Io non posso dire di aver avuto la stessa “folgorazione”, ma è stato uno dei viaggi più belli della mia vita. Lo rifarei altre cinquanta volte, anche se non credo tornerei ogni anno: il Giappone mi ha dato tantissimo, e porterò per sempre con me la sua magia.
Itinerario del mio viaggio in Giappone di 15 giorni
Il mio itinerario in Giappone è durato 15 giorni, a settembre. Pensavo di trovare un clima più mite, ma Tokyo si è rivelata caldissima e molto umida — effetto del cambiamento climatico. Lato positivo: non ha mai piovuto!
Voli
All’andata ho volato da Milano Malpensa a Tokyo Haneda con Air Nippon. Dodici ore passate sorprendentemente bene tra pisolini, film, cibo e l’eccitazione dell’avventura.
Il ritorno, invece, è stato… da dimenticare. Da Osaka Kansai a Venezia, con scalo a Monaco, su Lufthansa/Air Dolomiti: forti turbolenze, un dirottamento su Trieste per emergenza a Venezia, due ore di attesa per l’autobus e arrivo a casa a mezzanotte invece che alle 19:30. Un rientro movimentato: fortunatamente, è capitato al ritorno e non all’andata.
Tappe principali del viaggio
- Tokyo – 6 notti, con gite in giornata a Nikko, Kamakura e Kawaguchiko
- Kyoto – 5 notti, con escursione a Nara
- Hiroshima/Miyajima – 1 notte
- Osaka – 2 notti

Arrivo in Giappone e prime impressioni a Tokyo
Siamo atterrati a Tokyo alle 7 del mattino e abbiamo scelto un taxi per arrivare subito in hotel, dove avevamo prenotato anche la notte precedente per poter fare il check-in immediato e una doccia rigenerante.
Il taxi (circa 50 € per 20 minuti di tragitto) è stato comodo e veloce, anche se ci sono treni che impiegano 40 minuti.
Grazie al portale Visit Japan Web, avevamo già completato online tutte le procedure doganali e d’immigrazione. All’aeroporto è bastato mostrare il QR code generato per entrare nel paese in pochissimi minuti: efficienza giapponese allo stato puro!
Come spostarsi in Giappone tra treni, metro e Japan Rail Pass
Durante il viaggio abbiamo usato di tutto: metro, autobus e soprattutto le nostre gambe (che ora, credo, mi odiano!). Per gli spostamenti tra le città abbiamo scelto i famosi treni Shinkansen, veloci, puliti e sempre puntuali.
Dopo vari calcoli, abbiamo deciso di non acquistare il Japan Rail Pass: non ci conveniva economicamente e non copriva tutte le tratte necessarie. Abbiamo comprato i biglietti singolarmente, sempre con grande facilità grazie agli sportelli per turisti, dove il personale parla inglese impeccabile.
Molti online parlano della metro di Tokyo come di un labirinto. In realtà, con Google Maps è stato tutto molto semplice — non ci siamo mai persi! L’unica difficoltà è che, a volte, gli annunci di servizio non vengono tradotti in inglese, quindi conviene tenere d’occhio gli schermi e seguire la folla locale.
Dove dormire in Giappone: hotel, Ryokan e consigli pratici
Abbiamo dormito in hotel 3-4 stelle e in un Ryokan tradizionale a Miyajima.
Tutti gli hotel erano puliti, con colazione inclusa e molti amenities gratuiti. Le camere, però, erano minuscole — a Kyoto a malapena entravano le valigie! Ci aspettavamo spazi piccoli leggendo le recensioni, ma il vero limite è stato il personale: in alcuni casi l’inglese era davvero basico, anche in strutture di buon livello.
Le zone scelte si sono rivelate perfette, tutte comode alla metro o alle attrazioni:
- Tokyo → Akasaka
- Kyoto → Higashiyama-ku
- Osaka → Namba
- Hiroshima → Miyajima, nel Ryokan più suggestivo del viaggio.
Curiosità dal Ryokan
Storia divertente: siamo entrati nel Ryokan, bellissimo, indossando i nostri kimono e visitando le varie stanze… e all’improvviso ci siamo chiesti: “Dov’è il letto???”
Scopriamo che il letto viene preparato dal personale dell’hotel solo alle 18:00 e viene rimosso al mattino successivo. Abbiamo dovuto fare una rapida ricerca su Google per capire se dovevamo prepararcelo da soli e come funzionasse!
La terrazza panoramica del Ryokan offriva una vista spettacolare sull’isola di Miyajima — uno dei momenti più emozionanti di tutto il viaggio.

Esperienze autentiche in Giappone da non perdere
Abbiamo gestito le visite ai templi e ai palazzi in autonomia, ma c’erano due attività che avevamo prenotato in anticipo e che consiglio a tutti:
- Allenamento mattutino di Sumo a Tokyo – un’esperienza autentica e sorprendente.
- Cerimonia del tè a Kyoto – un rituale di calma e bellezza che rappresenta perfettamente lo spirito giapponese.
Due momenti che mi hanno fatto percepire davvero la profondità della cultura giapponese.
Le difficoltà del viaggio in Giappone (e come affrontarle)
Se negli hotel l’inglese non è sempre parlato, nei ristoranti è ancora più raro. Per fortuna, il traduttore sullo smartphone è diventato il mio migliore amico!
Nei templi e nelle attrazioni turistiche, invece, il personale parla un inglese basilare, sufficiente per comunicare.
Contrariamente a quanto avevo letto, le carte di pagamento sono accettate quasi ovunque. Solo in alcuni templi o ristoranti più tradizionali è necessario avere contanti, quindi conviene prelevare un po’ per sicurezza.
Mi raccomando, portate a casa come souvenir la moneta da 5 yen: una piccola moneta dorata con un buco al centro, che, secondo i Giapponesi, porta fortuna.
Il cibo in Giappone
Mi aspettavo solo sushi, ma ho scoperto un mondo di sapori diversi. In due settimane ho mangiato sushi solo due volte — buonissimo, ma caro.
Le mie pietanze preferite?
- Yakitori, spiedini di carne, verdure, funghi ecc… deliziosi;
- Ramen, che ho gustato varie volte ma quello mangiato in un minuscolo locale di Kyoto non dimenticherò mai.
Dopo due settimane, però, ammetto che riso e uova in ogni piatto possono stancare!
Nuova passione sbloccata: matcha latte o tè! L’avevo provato in Italia e non mi aveva convinto, ma lì era davvero delizioso. Sono tornata a casa con le tazze da matcha, lo scovolino di bambù e due pacchi di matcha.


Cosa ho imparato dal mio viaggio in Giappone
Il mio viaggio in Giappone di 15 giorni mi ha arricchito tantissimo. Ho scoperto la spiritualità shintoista e buddhista, l’educazione e il rispetto del popolo giapponese.


I miei consigli per chi sogna il Giappone:
- Non cercate di fare troppo: vivete il viaggio e non solo i luoghi.
- Rispettate le regole: se in metro non si parla, non parlate; se al tempio si tolgono le scarpe, toglietele; se non ci sono cestini, portatevi i rifiuti in hotel.
- Scarpe comodissime e powerbank sempre carica: camminerete tanto!

Il Giappone è un mondo a sé, diverso da qualsiasi altro paese. È un viaggio che ti cambia, anche se — come me — hai solo due settimane per viverlo.
Hai voglia di partire per il Giappone? Raccontami nei commenti cosa ti affascina di questo Paese e perché sogni di visitarlo!


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