Diario di Bordo – Interviste con Viaggiatori

Oggi parte una nuova rubrica che mi sta particolarmente a cuore: Diario di Bordo – Interviste con Viaggiatori. Un appuntamento mensile fisso in cui, attraverso 7 domande, andremo alla scoperta di storie, sogni, esperienze e consigli di chi ha fatto del viaggio una parte fondamentale della propria vita.

In ogni intervista conosceremo meglio viaggiatori e viaggiatrici che condividono le loro avventure su Instagram, blog o altri canali, offrendo ispirazione a chi ama esplorare il mondo, scoprire nuove culture e crescere attraverso il contatto con l’altro.

Inauguriamo questa rubrica con un ospite speciale: Federico, 27 anni, viaggiatore appassionato, lettore curioso e profondo amante della crescita personale. Sul suo blog Progetto Grow e sul profilo Instagram @progetto_grow racconta le sue tre grandi passioni: viaggi, libri e sviluppo personale.

Gli abbiamo fatto 7 domande per conoscerlo meglio, capire cosa lo ispira e quali esperienze lo hanno formato durante i suoi viaggi.

Buona lettura… e benvenuti a bordo!

Domanda 1: Qual è stato il viaggio che ti ha cambiato di più e perché?

Il viaggio che mi ha cambiato di più è stato sicuramente quello a Londra, quando avevo 18 anni. È stato il mio primo viaggio all’estero e, avendo viaggiato poco con la mia famiglia, rappresentava per me qualcosa di totalmente nuovo. Nonostante sia stato un viaggio breve, ha significato moltissimo: mi ha fatto uscire dal mio guscio e mi ha avvicinato, anche se inconsapevolmente, a quella che poi sarebbe diventata una delle passioni più grandi della mia vita: viaggiare.

Prima di allora non avevo mai sperimentato il fascino di scoprire nuovi luoghi e nuove culture, e non sapevo se mi sarebbe piaciuto. Ma quella prima esperienza è stata una rivelazione. Mi sembrava quasi un sogno: camminare per quelle strade, vedere con i miei occhi luoghi che avevo sempre pensato lontani e irraggiungibili. Quel viaggio mi ha aperto le porte del mondo.

Domanda 2: Se dovessi scegliere una destinazione che rappresenta al meglio il tuo spirito da viaggiatore, quale sarebbe e perché?

Senza dubbio Fuerteventura. È il mio posto del cuore e ci sono già stato quattro o cinque volte. Per chi non la conoscesse, è un’isola spagnola che fa parte dell’arcipelago delle Canarie. Sono completamente innamorato di questo luogo.

Pur amando visitare le città, in realtà prediligo la natura e la pace. E Fuerteventura è un perfetto equilibrio di elementi che mi fanno stare bene: il sole quasi costante, paesaggi naturali, la possibilità di fare surf tra le onde dell’oceano, tramonti spettacolari che spariscono dietro l’orizzonte, e quei paesaggi vulcanici così suggestivi.

Fuerteventura rappresenta perfettamente il mio spirito libero. Amo definirmi così: uno spirito libero che cerca emozioni, esplorazione e connessione con la natura. È la mia isola dell’anima.

Domanda 3: Raccontaci un aneddoto divertente o imprevisto che ti è successo durante un viaggio.

Sempre a Fuerteventura, ho vissuto un’esperienza che oggi ricordo con un sorriso, ma che al momento non è stata esattamente rilassante.

Io e un amico avevamo noleggiato una moto d’acqua da Corralejo per fare un giro intorno all’Isla de Lobos, un’isola disabitata e immersa nella natura. L’oceano, però, non è il mare calmo a cui siamo abituati in Italia: le onde erano alte, la corrente forte e l’acqua gelida. A un certo punto, ci siamo ribaltati in pieno oceano.

La guida ci urlava di risalire in fretta, cosa che abbiamo fatto, senza troppo capire il motivo dell’urgenza. Il giorno dopo, durante un’escursione in barca, abbiamo scoperto che proprio in quel punto si riproducono gli squali martello! Era il luogo esatto in cui ci eravamo ribaltati. Ignari e spensierati, eravamo finiti dove forse era meglio non trovarsi… ma tutto è andato bene e oggi è un ricordo incredibile.

Domanda 4: Qual è stato il cibo più strano o delizioso che hai mangiato durante un viaggio?

Non sono un grande sperimentatore di cibi strani, ma voglio raccontare un’esperienza culinaria davvero indimenticabile. Sempre sull’Isla de Lobos, l’isola disabitata di cui parlavo prima, c’è un solo ristorante. Non è semplice trovare posto, bisogna prenotare appena si mette piede sull’isola.

Lì ho mangiato una paella semplicemente spettacolare. Ma il vero valore aggiunto era il contesto: mangiare un piatto del genere affacciato sull’oceano, con l’acqua cristallina davanti e il silenzio della natura intorno, è stato qualcosa di magico. Non era solo cibo, era un’esperienza totale.

Domanda 5: Quale “segreto” da viaggiatore esperto consiglieresti a chi sta per partire verso una nuova destinazione?

Più che un segreto, lo definirei un consiglio fondamentale: essere aperti a tutto.

Quando si visita un posto nuovo, bisogna lasciare da parte i pregiudizi e vivere quel luogo come una pagina bianca. Ogni destinazione ha una storia da raccontare, una lezione da offrire.

Se ti chiudi in preconcetti, rischi di vedere solo quello che ti aspetti, perdendoti tutto il resto. Essere aperti, invece, ti permette di accogliere ogni sfumatura del viaggio, anche quelle inaspettate.

Domanda 6: C’è una cosa che non ti aspettavi di imparare durante i tuoi viaggi?

Questa è una domanda difficile, perché non so se esista un’unica cosa che non mi aspettavo di imparare. Però posso dirvi con certezza che è cambiato profondamente il mio modo di vivere i viaggi.

All’inizio, quando partivo, ero molto focalizzato sull’aspetto estetico dei luoghi: cosa vedere, cosa fotografare, i monumenti, i panorami. Ora, invece, cerco di andare oltre la superficie. Cerco di “sentire” il posto in cui mi trovo, di percepirne le vibrazioni, le vibes, di assorbirne l’energia. Col tempo ho capito che viaggiare non è semplicemente vedere un luogo, ma viverlo a fondo, lasciarsene contaminare. Viaggiare significa anche partire e poi tornare diversi, cambiati.

È diventato qualcosa di molto più introspettivo: un’occasione per crescere, per ascoltare, per arricchirsi. Credo che solo viaggiando tanto arrivi a rendertene conto. Quindi forse non è una “lezione” che non mi aspettavo, ma sicuramente è una trasformazione del mio modo di approcciarmi al viaggio che non avevo previsto… ed è la parte più bella.

Ultima domanda: Se potessi tornare in un solo posto in cui sei stato, quale sceglieresti e cosa faresti di diverso questa volta?

Sceglierei la Scozia, senza pensarci due volte. È un Paese che mi ha davvero conquistato, mi ha rubato un pezzo di cuore.

Durante il mio viaggio precedente ho visitato Edimburgo, alcune zone delle Highlands e il famoso lago di Loch Ness. Non c’è nulla che cambierei di quello che ho fatto, ma se potessi tornare, amplierei l’esperienza.

Mi piacerebbe molto concentrarmi ancora di più sulle Highlands, immergermi davvero in quei paesaggi unici che non trovi in nessun’altra parte del mondo. E magari fare un vero road trip: affittare un van e girare la Scozia in libertà, dormendo nelle zone più selvagge, vivendo il territorio come un vero viaggiatore.

È un Paese ricco di natura, miti, leggende, con un’atmosfera affascinante e quasi mistica. Se non ci siete mai stati, ve lo consiglio con tutto il cuore: la Scozia è un’esperienza che resta dentro.

Se il progetto di Federico, @progetto_grow, ti ha ispirato, non perderti i suoi contenuti: puoi seguirlo su Instagram e leggere i suoi approfondimenti sul blog. Le sue riflessioni su viaggi, libri e crescita personale meritano davvero di essere scoperti.


E se vuoi restare aggiornato sui prossimi episodi della rubrica Diario di Bordo – Interviste con Viaggiatori, seguimi su Instagram e iscriviti alla newsletter! Nuovi racconti, spunti di viaggio e storie autentiche ti aspettano.

📅 Ci vediamo presto con l’Episodio 2… non mancare!


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